Kokopelli | Il blog di Vincenzo Caico
Vincenzo Caico | Web e dintorni | martedì 20 luglio 2010 23:28

Alcamo.it si rinnova praticamente ogni tre anni e da ieri è online la nuova versione, la 3.0. Stavolta offriamo un blog d’informazione curato da Massimo Provenza, giornalista professionista e collaboratore del Giornale di Sicilia, e alcuni blog d’autore scritti da persone interessanti di Alcamo e dintorni che hanno idee e cose da raccontare. Per partecipare al sito non è necessaria alcuna iscrizione, ci si autentica tramite Facebook. I primi due blog d’autore sono già partiti: Fuori dal coro di Roberto Scurto e La tavoletta dello scriba curato da Rita Cane. Buon lavoro a noi!
Vincenzo Caico | Web e dintorni | mercoledì 26 agosto 2009 14:59

Non scrivo su questo blog da diverse settimane. Sono stato impegnato con il lavoro, sono stato in vacanze in Sicilia, ho rivisto gli amici di sempre, mi sono divertito.
Approfitto della pubblicazione del nuovo sito dell’Hotel La Batia, da me progettato e realizzato, per tornare a scrivere da queste parti.
sito web, hotel la batia, alcamo |
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Vincenzo Caico | Diario | giovedì 14 maggio 2009 09:53

Negli ultimi tempi ho trascurato questo mio blog personale, sono stato più attivo su Facebook, ma soprattutto ho dedicato il 90% del mio tempo trascorso online al mio lavoro.
Lo so, non sono affatto un blogger costante: lascio trascorrere anche intere settimane senza scrivere un post e poi magari scrivo più post nello stesso giorno, senza seguire alcun filo logico, ma, più semplicemente, dando sfogo al mio desiderio di comunicare qualcosa.
In questi giorni con i colleghi di Evectors stiamo lavorando ad un nuovo sviluppo per PagesPlus, la nostra piattaforma di web publishing basata su un editor WYSIWYG estremamente intuitivo, una widget factory che consente di creare qualsiasi tipo di elemento che andrà a comporre una pagina web e un potente aggregatore di contenuti con tanto di gestione dei tag e delle categorie.
Il nuovo sviluppo è un strumento, che abbiamo chiamato ERM (Entity Relationship Manager) in grado di implementare un modello entità-relazioni per la gestione delle informazioni all’interno di un sito web realizzato con PagesPlus.
Immaginate di poter definire delle entità quali utenti, aziende, gruppi, prodotti, ciascun entità con dei propri attributi e dei propri tag, e delle relazioni tra di esse quali "è amico di", "lavora per", "è un fan di", e immaginate di poter realizzare delle pagine web semplicemente scegliendo quali attributi di quali e quante entità mostrare, sulla base di quali relazioni... ecco, questo è ERM, e molto altro ancora. Presto lo vedrete in azione su qualche sito web piuttosto famoso ;-)
Per il resto sto iniziando a lavorare anche alla nuova versione di Alcamo.it, penso infatti che la straordinaria diffusione di Facebook imponga un ripensamento anche a un sito web che si propone come blog e social network locale. Non so di preciso quando andrà online la nuova versione, per lo sviluppo passeranno circa otto o nove settimane e al momento sto collezionando e valutando alcune idee.
Alcune di esse sono già abbastanza a fuoco, su altre ci sto rimuginando su. Vorrei creare un ambiente estremamente facile ed intuitivo, collegato ai servizi web più famosi come Facebook, Flickr e YouTube, ma meno dispersivo di Facebook, un ambiente che consenta di tenere traccia di tutte e informazioni che possono davvero interessare: insomma, un piccolo villaggio ben curato, aperto al mondo esterno, ma allo stesso tempo estremamente usabile per quelle che sono le esigenze di una comunità locale.
Restate sintonizzati! ;-)
Vincenzo Caico | Pensieri | sabato 11 ottobre 2008 10:08
Lo scorso weekend sono stato ad Alcamo. Ne ho approfittato per partecipare alla prima vera riunione del presidio alcamese di Libera, alle celebrazioni per il cinquantesimo della presenza dei Salesiani ad Alcamo e per rivedere un po’ di amici.
Fino a poco tempo fa quando tornavo ad Alcamo da Gorizia provavo delle sensazioni molto nette: la disaffezione causata dal vedere tanti problemi ancora irrisolti, la mancanza di senso civico e di cura per ciò che è pubblico da parte di molti alcamesi, l’accodarsi di molti di loro ad essere quelli che Roberto Alajmo chiama stupidi-furbi, piuttosto che rimboccarsi le maniche e cercare di dare una qualità di vita migliore a sé stessi e ai propri figli, il tutto condito da tanta tristezza nel vedere in questo stato una città che potenzialmente potrebbe essere una delle più belle e più ricche d’Italia.
Ma vivevo sulla mia pelle anche l’affetto degli amici, la spontaneità di persone con il quale basta un niente per stabilire un’empatia, e poi una certa intelligenza, un certo buon senso, la cucina, il clima, il mare di Alcamo Marina, anche se con un paesaggio di sfondo ormai irrimediabilmente devastato da decenni di costruzioni dissennate e di amministrazioni che stavano a guardare mentre si consumava lo scempio.
Da qualche tempo ho promesso a me stesso che tornerò ad Alcamo più spesso. Forse incuriosito da delle sensazioni che il tornarci mi regala e che si fanno sempre meno nette, indefinite, difficili da decifrare. Probabilmente sto prendendo coscienza del mio essere un trentenne, uno nato negli anni Settanta che in quei luoghi è cresciuto, e adesso, ogni volta che ci torna, irrimediabilmente finisce per evocarne i ricordi, fare paragoni tra certi stili di vita di dieci o venti anni fa e quelli odierni, fare paragoni tra i ventenni che eravamo e quelli che lo sono adesso.
Grazie a Facebook, il sito web che consente a tutti di crearsi un proprio profilo ed entrare in contatto con centinaia di nuovi amici, ma anche con vecchi amici che consideravamo perduti da tempo, ho ritrovato online molti alcamesi di cui non avevo notizie da anni, o che ormai vivono lontano da Alcamo, o che ci vivono ancora, ma di cui non avevo alcuna idea di cosa stessero facendo nella vita: se si fossero sposati, se fossero ancora degli inguaribili idealisti alla ricerca di un proprio posto nel mondo, o se lo avessero già trovato per forza di cose o per libera scelta. Inoltre, durante i giorni da poco trascorsi ad Alcamo, ho incontrato moltissime persone, alcune le ho cercate, altre hanno cercato me, avendo saputo via Internet che sarei tornato per qualche giorno.
Sabato mattina credo di avere stabilito un record: ho incontrato singolarmente ben cinque persone che avevo voglia di vedere e ho trovato anche il tempo per fare una passeggiata in spiaggia, visto che nonostante fosse già ottobre sembrava ancora estate.
Ad Alcamo si può fare anche questo: basta un sms, un messaggio online o una breve telefonata per incontrarsi, e vivere l’incontro come se ci si conoscesse da anni, anche se magari così non è, perché magari quella persona l’hai conosciuta per caso su Facebook o è uno dei tanti iscritti ad Alcamo.it. Al nord, o almeno dalle parti dove abito io adesso, invece sembra tutto tremendamente più complicato. Le amicizie non nascono in fretta, la disponibilità gratuita delle persone devi conquistartela col tempo e con la pazienza, tutti sembrano avere tanto da fare, anche il sabato o la domenica.
Ad Alcamo si può anche fare a meno di grandi finanziamenti o di patrocini prestigiosi: nei mesi scorsi dei gruppi di ragazzi hanno organizzato spontaneamente e senza alcun sostegno, o quasi, delle iniziative importanti e di grande significato, come Alqamah’rt e Anche questo è sud. Nonostante una parte consistente dei suoi abitanti si adagi a condurre una vita quotidiana senza infamie e senza lodi, priva di acuti, rinunciataria o arresa a logiche da stupidi-furbi, c’è anche una parte di cittadinanza che non vuole accontentarsi, che vuol dimostrare di credere in certi valori, che vuole regalare ai propri concittadini dei momenti di luce, degli acuti, che possano risvegliare le loro coscienze e spronarli a rendere migliore e più consapevole il loro far parte di una comunità.
Tutto questo nonostante la classe politica espressa dalla città da dieci anni a questa parte, senza distinzione di colore politico, a volte si arrabatti per risolvere i problemi, spesso si interessi più a gestire il potere che a risolvere i problemi, e ancor più spesso si dimostri inadeguata e incompetente a risolvere i problemi. Per non dire tristemente mediocre e sciatta, priva di una visione politica che le consenta di immaginare l’Alcamo del futuro.
Anche Alcamo.it, con i suoi autori-collaboratori giovani e meno giovani sta cercando di illuminare un’oscurità sempre incombente, sempre dietro l’angolo, offrendo a tutti l’arma della comunicazione, dando la possibilità alle persone di esprimere pubblicamente il loro pensiero e le loro opinioni, perché, come dicevamo all’inizio della nostra avventura, una comunità che non si incontra, magari online, e non esprime il proprio pensiero, è una comunità destinata a spegnersi giorno dopo giorno.
Io ho una mia opinione che sicuramente molti non condivideranno: noi alcamesi nati negli anni Settanta stiamo rischiando di fallire. Siamo nati in un periodo che ci ha posto nel bel mezzo di uno spartiacque, tra una società, quella siciliana, ancora ancorata a certe tradizioni, buone o cattive che fossero, e una società più libera, proiettata al futuro, anticonformista e rispettosa dell’individualità delle persone. Per cui non sappiamo ancora da che parte stare.
La nostra generazione ha prodotto da un lato degli idealisti che non hanno mantenuto le promesse e ancora oggi stanno cercando un loro posto geografico e ideale in cui vivere, e dall’altro una schiera di persone pratiche che invece si sono omologate immediatamente, senza inseguire alcun tentativo di cambiamento della società, salvo poi rendersi conto, in questi ultimi anni, che oltre il proprio giardino c’è dell’altro, che oltre la propria esistenza piccolo-borghese monotona e priva di acuti possono esserci emozioni, esperienze, a volte anche trasgressioni. E qui mi fermo. Molti avranno capito al volo.
Per questi motivi credo anche che la generazione degli alcamesi nati negli anni Ottanta sia migliore della nostra. Li avevamo etichettati prematuramente come privi di quegli ideali, e forse di quei valori, con i quali siamo cresciuti noi, ma non è così: oggi Alcamo può vantare una fetta di generazione di giovani che hanno già scelto da che parte stare, che sicuramente sono meno idealisti e più disincantati di noi, ma sono sicuramente più intelligenti, più concreti e con i piedi per terra. Fanno piccoli passi, non fanno grandi proclami, ma li fanno nella direzione giusta, o quantomeno in quella che hanno scelto più liberamente e consapevolmente di noi "settantini".
Spero che i nostri giovani proseguiranno su questa strada, anche ad Alcamo si può. Molti sicuramente lasceranno Alcamo, così come abbiamo fatto anche noi e allora molti loro concittadini diranno, con un’ironia forse un po’ macabra che "sono i migliori quelli che se ne vanno", altri invece resteranno, molti ritorneranno, ma spero che manterranno le promesse e non ripeteranno certi nostri errori, anche perché gli unici progetti che contano veramente sono quelli che si portano al termine. Tutto il resto è fuffa.
alcamo, generazioni, riflessioni, ideali, giovani, tradizioni, futuro |
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Vincenzo Caico | Web e dintorni | giovedì 4 settembre 2008 10:32

Website Grader è un servizio web orientato all’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) che misura gratuitamente l’efficacia di un sito web assegnandogli un punteggio che va da zero a 100. Il punteggio viene calcolato tenendo conto di vari fattori, dai criteri SEO con il quale il sito web è stato realizzato, alla quantità di traffico generato, alla popolarità del sito stesso, etc.
Sono molto contento che Alcamo.it, ideato e realizzato da me, ottenga attualmente un ottimo punteggio di 96.8/100, ancora migliorabile mettendo in pratica alcuni accorgimenti. Anche questo blog sta ottenendo un buon punteggio: 96/100.
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Vincenzo Caico | Eventi | domenica 20 luglio 2008 11:10

Vincenzo Caico | Web e dintorni | venerdì 30 maggio 2008 21:20
Vincenzo Caico | Web e dintorni | martedì 9 ottobre 2007 15:30
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Vincenzo Caico | Web e dintorni | lunedì 24 settembre 2007 09:50