Ieri e oggi sono stato a Milano per lo
IAB Forum 2007. Pur non occupandomi di marketing e web advertising, avevo intenzione di farmi un’idea dello stato dell’arte della pubblicità e della comunicazione online.
Ho seguito gli interventi di
David Weinberger, esperto di comunicazione e nuovi media, e
Jaap Favier, vicepresidente di Forrest Research, per la sessione plenaria di ieri mattina, e il
workshop condotto da
Marco Massarotto di
Hagakure.it nel pomeriggio.
Tutti e tre gli interventi hanno sostenuto il cosiddetto marketing conversazionale. Weinberger e Massarotto hanno affrontato il tema da un punto di vista più teorico, mentre Favier ha presentato dei casi significativi.
Per farla breve, oggi le aziende che vogliono utilizzare Internet per far conoscere i propri prodotti e i propri servizi, non possono più pensare a un tipo di comunicazione prettamente verticale, ma devono fare i conti con l’orizzontalità introdotta con i blog e i social network accettandone le regole e relazionandosi in maniera più intelligente e interattiva con i possibili clienti. In particolare, Weinberger ha sostenuto che oggi le aziende non possono più considerare il marketing una sorta di guerra intrapresa con i clienti per far comprare loro delle cose di cui probabilmente non hanno un reale bisogno, ma devono saper intrattenere un vero e proprio dialogo col cliente, dandogli la possibilità di esprimere liberamente le proprie opinioni e tenendone in preziosa considerazione le critiche e i suggerimenti.
Favier ha presentato i casi significativi di due aziende,
HSBC (negativo) e
Dove (positivo). La prima ha sottovalutato gli effetti di una cattiva reputazione maturata online attraverso il passaparola, mentre la seconda ha impostato una campagna pubblicitaria di successo proprio dando la parola ai clienti su argomenti non direttamente legati ai propri prodotti, ma di forte interesse per i clienti stessi.
IAB Forum 2007 è stato seguito in diretta da
Blogosfere.
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