Kokopelli | Il blog di Vincenzo Caico
Vincenzo Caico | Letture | mercoledì 2 giugno 2010 18:43
Ringrazio Christian Rocca per questo consiglio.
Quando saremo lontani da questo piccolo paese in cui siamo nati e viviamo, quando finalmente ci sentiremo nascere dentro amore e nostalgia per le cose che oggi ci circondano e mortalmente ci annoiano - di queste povere case ammucchiate, di queste persone che ogni giorno incontriamo, il nostro ricordo riuscirà forse a comporre una di quelle infantili e amorevoli costruzioni in cui i cubetti di legno e figurine di coccio fanno affettuosa armonia; una povera e incantata armonia. Come uno di quei Presepi a cui intorno al Natale si affaccendano grandi e piccini e che, dal re all’acquaiolo, raccolgono tutte le umane attività e significazioni. Quello sarà veramente il nostro paese: perché la lontananza darà dolci cadenze alla noia di oggi e all’angustia; e diventerà un po’ d’amore quel che oggi è insofferenza e razione. Intanto, poiché ancora in nessun modo lo amiamo, una pausa della nostra insofferenza ci permette di immaginare come sarà nel ricordo di noi lontani, come nascerà quell’insieme nitido e minuscolo come un Presepe.
A volte basta un incipit per distinguere uno scrittore che resterà nella storia della letteratura da uno che semplicemente vende molte copie dei propri libri.
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